Fallimento per i micropagamenti on line?
Sono in molti a ritenere che la notizia ormai di qualche settimana fa non sia necessariamente buona : Whatsapp diventa completamente gratuito pertanto non si pagherà più il rinnovo. Gli 89 centesimi all’anno chiesti da fine 2013.
L’applicazione di messaggistica da 900 milioni di utenti in tutto il mondo, proprio a fronte della sua diffusione e del fatto che sia ormai divenuta indispensabile per i più, rappresentava certamente un esempio primario per lo sviluppo e dei micropagamenti digitali.
Anche la semplicità di pagamento non dava pensieri (carta di credito classica, o la stessa Paypal che conta 173 milioni di conti attivi) e addirittura la possibilità di farne un regalo ad amici (su piattaforma Android).
Pigrizia e sfiducia nella sicurezza dei pagamenti on line avrebbero lasciato posto alla necessità di rimanere connessi alla propria rete di contatti.
Fulmine a ciel sereno lunedì 18 gennaio 2016 : il fondatore dell’app Jan Koum (oggi di proprietà di Facebook) dichiara che «molti utenti non hanno la carta di credito e sono preoccupati di perdere il contatto con i loro familiari dopo il primo anno gratuito».
Il tasso di crescita (rallentato) degli ultimi due anni potrebbe esser dovuto alla decisione di applicare il piccolissimo canone annuo.
Ora però si pone la necessità di rendere il business sostenibile e metterlo a reddito, pur dovendo sostare sulla linea tracciata da Mark Zuckerberg mantenendo la gratuità a tutti i costi di Facebook presidiamdo così le economie in via di sviluppo.
La pubblicità, su Whatsapp, sembra esser scartata a priori.
Probabile che sarà lo sviluppo di strumenti dedicati alle imprese : pensiamo ad esempio ad una banca che potrà rivolgersi a pagamento ai numeri di telefono degli utenti. Il futuro è un incognita aperta.








