Grindr l’affare tech dell’anno? Bending Spoon ci prova.

Tutto quanto riguarda l’app Grindr, il business che gli ruota intorno, la storia della società e i rumors di vendita ad una società tech italiana.

Bending Spoon famosa società tech italiana, nella cui partecipazione sono coinvolti anche i figli di Silvio Berlusconi, secondo indiscrezioni starebbe tentando la scalata a Grindr, la più grande e popolare app di incontri ideata per gay, bisessuali e transgender.

Secondo quanto anticipato da uno dei principali quotidiani nazionali, il Gruppo milanese avrebbe ottenuto un finanziamento da 260 milioni di euro per presentare un’offerta agli sviluppatori di Grindr.

Grindr vanta una storia figlia di una rapida ascesa.

Grazie al grande seguito che oggi riscuote questa tipologia di applicazioni il successo è stato piuttosto veloce. Negli ultimi due anni però ha vissuto delle difficoltà che hanno portato a licenziamenti negli Usa, nonostante la quota di maggioranza si trovi a Pechino e sia in capo a un Gruppo di Videogiochi denominato Kunlun che detiene il 60%.

Queste difficoltà, e il timore che vi possano essere utilizzi impropri dei dati raccolti, hanno spinto i cinesi a collocare sul mercato la loro fetta maggioritaria.

Bending Spoons con questa operazione potrebbe guadagnare un App celebre e un’enorme ritorno d’immagine, realizzando quella che potrebbe essere l’operazione tech dell’anno.

Parliamo infatti di un gruppo tutto made in Italy.

Nato nel 2013 dall’unione di quattro giovani italiani e oggi divenuto un colosso da 35 milioni di ricavi e che, come detto, oggi vede il coinvolgimento di investitori celebri nel panorama italiano.

A facilitare l’intento di Bending Spoons vi sarebbe stato anche l’intervento delle autorità Usa, dopo aver accertato presunte pratiche illecite in materia di tutela dei dati personali.

La consequenziale volontà di sottrarre a Pechino la maggioranza delle quote giocherebbe quindi a favore del gruppo italiano.

I cinesi avrebbero tentato di convincere le autorità Usa a rivedere questa decisione.

Stando ai rumors l’attuale proprietà si sarebbe anche offerta di quotare in borsa la società ideatrice dell’App.

La soluzione è stata respinta ma questo non andrà comunque ad intaccare il guadagno cinese, visto che al momento del loro ingresso in società Grindr era stata valutata 155 milioni di euro.

A ben guardare si trattarebbe comunque di una cifra che permetterebbe a Kunlun di uscirne tutto sommato in attivo.

Continueremo comunque a seguire gli sviluppi della vicenda, laddove dovesse effettivamente tradursi in un clamoroso passaggio di consegne  con sbarco a Milano.

 

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