Trivago : ma cosa ne pensa il web?

Raccogliamo su forum, siti, e in generale sul web, pareri e impressioni che esprimono gli utenti sul famoso portale per turisti.

Abbiamo probabilmente visto un sacco di pubblicità di Trivago. Grazie al suo sito ed App, possiamo trovare i migliori Hotel ed altri luoghi d’interessante turismo.

Il suo nome è Trivago.

Nato come primo motore di ricerca per Hotel in Germania, Trivago è diventato presto un boom a livello locale e poi internazionale.

Come spesso accade nelle aziende in crescita esponenziale ha affrontato  piccoli inciampi di percorso.

Passato ormai un po’ di anni dallo start up, cosa ne pensa oggi il Web?

Innanzitutto Trivago è ben conosciuto per la sua presenza “universale” :

  • si può visitare il servizio via web
  • si può consultare il servizio tramite App, sia Android che iOS.

Essendo un motore di ricerca di Hotel gli basta essenzialmente creare e gestire un indice nel quale l’utente poi attinge con le proprie ricerche di luoghi, costi e servizi.

Il primo scoglio.

Le storture di naso degli utenti si generano proprio sul primo elemento: l’affidabilità dell’indice.

Pur se tutti i motori di ricerca ne sono in fondo un po’ affetti, quello di Trivago è stato sempre regolarmente criticato per dare maggiori vantaggi agli Hotel che pagavano il servizio, trascurando delle logiche di indicizzazione naturale (che poi è ciò che avviene su Google).

Gli albergatori paganti arrivano così ad essere visualizzati regolarmente in cima a tutti, spesso indipendentemente da altri fattori.

Trivago risponde che un motore è un motore.

In sostanza anche lo stesso Google si comporta in modo analogo: esistono i risultati sponsorizzati.

Vi era un tempo in cui Trivago non evidenziava in modo eclatante quali contenuti erano pagati e quali erano semplicemente procurati, a fattor gratuito, dal motore di ricerca.

Nonostante negli ultimi tempi abbia perso un po’ di supporto, Trivago è ancora un motore di ricerca molto utilizzato per la ricerca di Hotel nella zona di interesse.

Altri servizi, Google Maps compreso, sono decisamente più competitivi e permettono di emergere meno fra la massa dei risultati.

Gli utenti sono sempre a caccia di alternative.

Diciamo un’ovvietà : l’utente moderno, sgamato per definizione, non è poi così fedele ad un unico servizio on line. Tende ad integrare soluzioni differenti per trovare la miglior scelta.

Si pensi solo che globalmente Trivago è ormai considerato come uno fra i tanti motori di ricerca, e nemmeno così “speciale”. Spesso è valutato al pari del comportamento di una  multinazionale che ha tralasciato un po’ il gusto del consumatore per concentrarsi sul profitto. Mentre è ovvio ai più che le due cose debbono sempre rimanere legate per evitare i flop.

Questo atteggiamento in ambito turistico è decisamente suicida, e sappiamo quanto ormai il turismo sul web viva di reputazione.

Questo andazzo ha creato qualche danno già a partire dal 2017.

Dopo i vari scandali delle recensioni false, evento che ha colpito anche Trivago, è chiaro come negli anni tutta l’attività verrà gradualmente dispersa ad altri servizi che offriranno, magari, una migliore intercomunicazione con altre apps.

Anzi : a giudicare dalle esperienze di albergatori postate su Tripadvisor, persino le politiche commerciali nei confronti degli albergatori parrebbero azzardate (per usare un eufemismo).

E poi diciamocelo.. spesso anche per il turista il passaparola insieme ai racconti degli altri, rappresenta lo strumento più efficace per promuovere luoghi economici o carini da visitare.

Molto interessante infine questo articolo che approfondisce la situazione finanziaria della società nel 2018.

Gli investimenti in comunicazione promozionale sono molto importanti, anche per aziende della new economy.  Gli spot, in TV o in Radio, sui media tradizionali insomma, hanno ancora il loro fascino e il loro appeal sui consumatori.

Però se successivamente manca un servizio adeguato, che giustifichi l’uso da parte degli utenti, il passaparola diviene un killer spietato. E tornare indietro, anche e forse di più nel vasto ecosistema internettiano, è ben dura.

 

Condividi il contenuto su...Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Pin on Pinterest
Pinterest
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email
Print this page
Print

Potrebbero interessarti anche...