Juice jacking : i rischi di ricaricare il telefono in pubblico

Confessalo: anche tu, come me, sei sempre un po’ agitato quando l’indicatore di carica della batteria del tuo smartphone è sotto una certa soglia e vicino a far spegnere il tuo prezioso device.

Non sei il solo, lo conferma anche un sondaggio effettuato da LG, uno dei più famosi produttori al mondo di smartphone. Secondo i dati raccolti dalla casa coreana infatti il 90% delle persone soffre di una sorta di “ansia da batteria scarica” quando l’indicatore sul display scende sotto il 20% di energia residua. Ciò può farti comprensibilmente cercare il caricabatterie più vicino. Ma non tutti i metodi per ridare energia alla quasi esausta batteria sono sicuri!

Un rischio non calcolato chiamato juice jacking.

È diventata prassi comune individuare stazioni di ricarica USB gratuite in aree pubbliche, dagli aeroporti alle sale d’attesa dell’ospedale. Questo è effettivamente un servizio che piace e interpretato quasi come premuroso dall’utente ma una ricarica rapida, da una porta USB in un ambiente pubblico, potrebbe effettivamente mettere i tuoi dati a rischio di essere rubati.

Sebbene sia diventata sinonimo di ricarica, la tecnologia USB fu inizialmente sviluppata con l’obiettivo principale di trasmissione dati. Pertanto, gli hacker possono utilizzare queste stazioni di ricarica pubbliche per installare malware sul tuo device tramite un cavo USB compromesso.

Questo processo, chiamato “juice jacking“, consente ai malfattori di leggere ed esportare i dati, comprese le password. Possono persino bloccare il dispositivo, rendendolo così inutilizzabile.

Il juice jacking non è una tecnica del tutto nuova.

Se ne ha notizia già dal 2011 quando accaddero i primi casi che colpirono degli smartphone Android.

Una volta collegati ad un cavo USB, si comportavano come delle semplici memorie esterne tipo pen drive o hard disk esterno. I produttori di smartphone e tablet hanno quindi previsto delle contromisure.

Ad esempio il pop up che si apre dopo l’inserimento del cavo chiedendo di attivare o meno anche l’opzione di scambio file oltre che di ricarica della batteria.

In alcuni casi questo potrebbe non essere sufficiente in quanto si possono comunque attivare funzionalità come la condivisione dello schermo. Ogni qualvolta che una nuova tecnica di juice jacking viene svelata i produttori hanno sempre introdotto delle contromisure.

Ad oggi il rischio dello juice jacking, seppur non elevato, è comunque sempre presente ma basta prendere delle semplici contromisure per essere al sicuro.

Le soluzioni per prevenire il juice jacking.

Portare con sè una batteria portatile. Questi accessori, detti comunemente power bank, oggi di uso comune, sono diventati economici e compatti. Forniscono un’alternativa più sicura agli hub di ricarica USB pubblici.

Se porti con te un tuo cavo USB, ricorda di portare anche l’adattatore di corrente alternata. Eh Sì: significa che devi collegare correttamente il dispositivo a una presa sul muro, ma la maggiore sicurezza dell’alimentazione vale abbondantemente lo spazio minimo che ti occuperà insieme agli altri oggetti personali nella borsa.

Acquista un adattatore di corrente che funzioni solamente da ricarica di energia.

Sono anche simpaticamente appellati come “preservativi USB“. Questi accessori, semplici ma intelligenti, fungono da intermediario tra il cavo USB e la porta di ricarica, proteggendo i dati del dispositivo stesso.

Per proteggere i dati presenti nello smartphone o tablet (foto, password, account social ecc ecc) non è complesso farsi cogliere impreparati. Saranno molti più grattacapi in seguito ad un attacco di juice jacking.

 

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