I tablet mini: storia e analisi di un insuccesso

I tablet mini, quelli da 7 pollici. Hanno attraversato la storia della tecnologia come le stelle cadenti solcano i cieli la notte di San Lorenzo.

Lanciati con grandi proclami per inaugurare un nuovo segmento nel mercato dei device ben presto si sono rivelati dei pericolosi boomerang per le società coinvolte.

Eppure proprio Steve Jobs nel 2020 aveva profetizzato il loro fallimento definendoli senza mezzi termini “ibridi da utilizzare con le dita mozze”. Ritenuti troppo piccoli per essere dei tablet e allo stesso tempo troppo grandi per essere dei cellulari.

Ecco i principali motivi che spiegano la mancata conquistata di una propria nicchia evolutiva, avviandosi così verso il graduale declino.

Un destino annunciato per questo dispositivi.

Non avendo riscosso il successo sperato, deludendo produttori e consumatori, è lecito affermare che la natura ibrida dei tablet da 7 pollici è divenuta infine il loro peccato originale. E anche la causa principale del loro insuccesso sul mercato.

Non potevano di certo mancare in questa storia dei testimoni diretti di questa debacle.

Samsung e Apple infatti tentati dalla prospettiva di ampliare la propria platea di utenti hanno lanciato rispettivamente il Galaxy Tab e l’Ipad Mini con scarsi risultati.

In particolare la società coreana tramite il suo rappresentante Hankil Yoon ha ribadito di non aver avuto successo dichiarando : “Onestamente non stiamo facendo molto bene nel mercato dei tablet da 7 pollici”.

Il Galaxy Tab inoltre è stato anche chiamato in causa in Germania e Australia per delle vertenze legali sulla presunta somiglianza con i competitors.

Non ha ottenuto migliori risultati Apple col suo Ipad Mini criticato per essere una mera versione ridotta e semplificata dei classici tablet. Il modello della società californiana è stato bocciato per l’assenza di un’interfaccia specifica, una scarsa nitidezza delle font e una risoluzione non eccelsa.

Un fallimento annunciato dallo stesso Jobs.

Come riportato in precedenza si affianca ad illustri predecessori, quali la macchina fotografica Quicktake, la MacintoshTv, il Power Macintosh G4 Cube, Apple Lisa.

Le due società in pratica come novelli Adamo ed Eva si sono lasciati tentare dalle prospettive economiche commettendo un passo falso, un vero e proprio salto nel vuoto.

I tablet da 7 pollici alla fine sono stati fagocitati proprio dai dispositivi (gli smartphone)da cui avevano tratto ispirazione e che speravano di “accoppiare” nelle modalità d’uso.

I consumatori hanno preferito i classici smartphone e tablet da 10″, rispetto ad una versione ibrida più piccola, decretandone il rapido declino.

 

 

Condividi il contenuto su...Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Pin on Pinterest
Pinterest
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email
Print this page
Print