Pubblicità on line: il sorpasso sugli altri media sempre più vicino

E alla fine ci siamo arrivati. Tutti coloro che ancora hanno i pensieri agli anni 80/90, quando il mezzo televisivo faceva la parte del leone degli introiti pubblicitari, quando ancora i quotidiani avevano un bel da fare nel raccogliere inserzioni, pagine di pubblicità brand awareness.

Siamo nel 2019, e nell’anno anticamera agli anni 20, a livello globale sarà la pubblicità digitale a mangiarsi tanti. A partire dai canali considerati ormai obsoleti come (ahimè) accade per la carta stampata.

A livello globale, dicevamo, gli onnivori saranno sempre i big 3 : Google, FB e (sopratutto per la Cina) Alibaba.

Le seguenti previsioni sono ad opera di EMarketer.

Il mercato digital advertising nel 2019.

La spesa per la pubblicità digitale, in ottica mondiale, è previsto che cresca del 17,6%, con un totale investimenti di 333,25 miliardi di dollari.

Prima volta nella storia: il mercato pubblicitario digitale copre la metà. Questo è il fatto.
Poi c’è il dettaglio: luoghi in cui il digitale regna ormai sovrano. Parliamo di Regno Unito, Cina, Norvegia, Canada, Stati Uniti e Paesi Bassi.

Nel 2020 sarà conferma definitiva: la pubblicità online varrà più della metà del mercato.

Previsioni Italia 2021: tv-0,8%, digitale+6,3%, quotidiani-7,7% .

Secondo l’Advertising Expenditure Forecasts di Zenith, l’advertising sul web salirà al 52% della spesa pubblicitaria globale nel 2021, superando per la prima volta la soglia del 50%.

Un ulteriore passo avanti rispetto al 47% previsto per il 2019, e del definitivo 44% del 2018.

Ecco invece i settori che più sono presenti nelle promozioni online :

  • tecnologia
  • media
  • finanza
  • servizi professionali

I grandi marchi comunque non abbandonano i media tradizionali, sempre con lo scopo di incrementare la propria autorità e riconoscibilità sulla massa di consumatori.

Nel 2018 la crescita della pubblicità on line ha visto un più  17%, mentre i primi dati del 2019 fanno supporre ad una crescita del 12% per quest’anno.

E nel 2021 la previsione è di circa il 9%.

Andando ancor più nel dettaglio si scopre che gli incrementi sono opera soprattutto di video online e social media, questi ultimi favoriti da 3 elementi:

  • Miglioramento delle  tecnologie degli smartphone
  • Connessioni veloci
  • Personalizzazione della comunicazione

Voledo invece dare un occhio al cosiddetto “paid search” (motori di ricerca) esso rappresentava il 37% della pubblicità online nel 2018. Tasso di evidente rispetto a vantaggio di Google, ma è un canale destinato a crescere nel prossimo futuro più lentamente di altri.

Media tradizionali una priorità per i grandi Brand.

Sorpresa! Una buona parte nella crescita del’adv digitale arriva da piccole imprese locali che
investono il proprio budget su Google e Facebook , anche grazie a semplici strumenti, per di più “self-service”, che permettono di puntare a target specifici.

Ed è un fiume, quello degli inserzionisti, oggi variegato e contraddistinto da due sponde : grandi brand, piccoli locali.

La stampa ha vissuro (e in parte vive ancora) un periodo di declino che ha distratto lettori e inserzionisti verso altri lidi. Dai 164 miliardi di dollari nel 2007, nel 2019 gli investimenti raggiungeranno per questo settore solo 70 miliardi di dollari.

Un ecatombe.

Il mezzo televisivo invece, pur mantenendo fino ad ora la centralità, vedrà declinare gli investimenti degli inserzionisti scendendo a 180 miliardi di dollari nel 2021.

In controtendenza :

  • la radio, che vede aumentare le entrate dell’1% annuo.
  • la pubblicità stradale, che incrementa del 4%.
  • Il cinema, che cresce del 12% grazie alla Cina.

Insomma, pur spostandosi da un tramite all’altro, la spesa globale in pubblicità aumento del 4,6% all’anno, alla soglia dei 639 miliardi di dollari USA.

Gli USA guidano l’incremento del mercato digitale, mentre la Cina sarà il secondo contributore alla crescita globale, subito dopo il Regno Unito e l’India

Ma ciò che più colpisce, in conclusione, è un altro dato: oltre il 70% degli investimenti digital totali è indirizzato ai top player (Google, Facebook, ecc).

Ora però il mercato potrebbe accusare il colpo: dal giugno 2019 è entrato in vigore del “Decreto Dignità” che vieta ogni tipo di pubblicità per i giochi d’azzardo. Pur se, eticamente, il provvediamento non fa una grinza. per la spesa pubblicitaria 2019 e 2020 rappresenterà di sicuro uno scoglio bello grosso.

 

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