Pubblicità on line : ecco i marketplace italiani
Report sulle aziende del web italiano che vendono pubblicità, anche attraverso un circuito di banner. Quali i più conosciuti, quali i meglio accreditati presso gli utenti ?
Se hai un sito internet e vuoi mettere a disposizione una parte del tuo spazio per ospitare un banner pubblicitario che generi, a tuo favore, un guadagno ti devi per forza rivolgere a un marketplace dove si incontri l’offerta (la tua) e la domanda di spazio delle aziende che vendono pubblicità.
Fra quest’ultime, ne abbiamo selezionate due, fra le più conosciute e utilizzate da chi vuol trasformare in danaro una parte di spazio, spesso inutilizzato, del proprio sito o blog sulla rete.
Ma prima diamo uno sguardo allargato al “mondo intorno”.
Pubblicità su Internet : Italia e Mondo
In Italia l’internet advertising continua a essere il motore trainante del mercato pubblicitario italiano. Nel 2024, la spesa in digital advertising ha toccato i 5,9 miliardi di euro (fonte Statista, riportato da Tag Manager Italia) e si prevede che supererà i 6 miliardi di euro nel 2025 (Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, riportato da Mark Up e Primaonline).
L’internet advertising ha raggiunto il 51% del mercato pubblicitario totale italiano : dato impensabile fino a qualche anno fa, quando il mercato pubblicitario era dominato dal mezzo televisivo tradizionale.
Nel BelPaese le piattaforme video (come YouTube e l’Advance/Connected TV) sono tra i principali motori di crescita, con aumenti significativi degli investimenti (+18% e +23% nel 2024 secondo Netcomm).
Mentre i motori di ricarca continuano a rappresentare una fetta importante degli investimenti, pur a fronte della competizione con i Social Media.
E certo non va trascurato il Mobile Advertising: costituisce una parte preponderante della spesa in Digital Advertising in Italia (56% del totale nel 2024 secondo Netcomm).
Il più recente fenomeno, in forte crescita, è il Retail Media: vede retailer (come Amazon, Zalando, ecc.) offrire spazi pubblicitari direttamente sulle loro piattaforme e nei loro ecosistemi, sfruttando i dati dei consumatori.
A livello mondiale invece, la spesa pubblicitaria su Internet era di 327,64 miliardi di dollari nel 2023 e si prevede che crescerà a 366,3 miliardi di dollari nel 2024, per arrivare a 892,17 miliardi di USD entro il 2032.
I canali digitali rappresentano circa il 72,7% degli investimenti pubblicitari globali nel 2024 (DataReportal).
Marketplace per la Pubblicità Online
Quando parliamo di “marketplace” nel contesto della pubblicità online, possiamo riferirci a diverse realtà:
1. Piattaforme Pubblicitarie (Ad Platforms): Queste sono le vere e proprie “piazze di mercato” dove gli inserzionisti acquistano spazi pubblicitari e i publisher (siti web, app, piattaforme video) li mettono a disposizione. Non sono marketplace in cui si vende un “prodotto fisico”, ma piuttosto “spazi e audience”.
- Google Adsense: Il più grande marketplace per la pubblicità sui motori di ricerca (Search Ads) e su una vasta rete di siti partner (Google Display Network) e YouTube (Video Ads). Funziona principalmente con il modello PPC (Pay Per Click).
- Meta Ads (Facebook Ads, Instagram Ads): Il marketplace dominante per la pubblicità sui social media, che permette un targeting estremamente granulare basato sugli interessi e i comportamenti degli utenti sulle piattaforme Meta. Offre diversi formati (immagini, video, caroselli, storie).
- LinkedIn Ads: Marketplace per la pubblicità B2B, con targeting basato su settore, ruolo lavorativo, dimensione aziendale, ecc.
- TikTok Ads: Marketplace per la pubblicità sulla piattaforma video di TikTok, particolarmente efficace per raggiungere un pubblico giovane.
- Amazon Ads: Un crescente marketplace per la pubblicità, in particolare per i venditori che operano su Amazon. Permette di posizionare annunci sui risultati di ricerca di Amazon, nelle pagine prodotto e su siti esterni. È un esempio primario di Retail Media.
- Programmatic Advertising Platforms (DSP, SSP, Ad Exchanges): Questi sono marketplace tecnologici più complessi che automatizzano l’acquisto e la vendita di spazi pubblicitari in tempo reale (Real-Time Bidding – RTB).
- DSP (Demand-Side Platform): Utilizzate dagli inserzionisti per acquistare spazi pubblicitari su diverse fonti.
- SSP (Supply-Side Platform): Utilizzate dai publisher per vendere i loro spazi pubblicitari.
- Ad Exchange: Piattaforme dove avviene l’incontro tra domanda e offerta, spesso in un’asta in tempo reale.
2. Marketplace di E-commerce che offrono Spazi Pubblicitari (Retail Media): Questi sono i classici marketplace di e-commerce (dove si vendono prodotti fisici) che, data la loro vasta audience e la ricchezza di dati sui comportamenti d’acquisto, hanno iniziato a offrire soluzioni pubblicitarie interne.
- Amazon: Leader indiscusso. Permette ai brand di promuovere i propri prodotti direttamente sulla piattaforma tramite annunci sponsorizzati, display ads e video ads. Questo è il cuore del Retail Media.
- Zalando: Per il settore moda, offre opportunità di advertising ai brand che vendono sulla piattaforma.
- eBay: Anche eBay offre strumenti promozionali per i venditori.
- Subito.it, Facebook Marketplace: Piattaforme per la compravendita di beni (spesso usati o locali) che offrono anche opzioni per mettere in evidenza gli annunci a pagamento.
- Etsy: Per prodotti artigianali e vintage, permette ai venditori di promuovere i loro negozi e prodotti.
- Altri grandi retailer: Molte catene di supermercati o di elettronica (es. MediaWorld, Carrefour, Decathlon, Leroy Merlin) stanno sviluppando le proprie piattaforme di retail media per offrire visibilità ai fornitori.
Vantaggi dei Marketplace Pubblicitari:
- Accesso a vasti pubblici: Offrono la possibilità di raggiungere milioni o miliardi di utenti.
- Targeting avanzato: Permettono di segmentare il pubblico in base a dati demografici, interessi, comportamenti, intenti di acquisto.
- Misurabilità: Forniscono strumenti dettagliati per monitorare le performance delle campagne in tempo reale.
- Flessibilità di budget: Adatti a diverse dimensioni di aziende, dai piccoli e-commerce alle grandi multinazionali.
- Automazione: Molti processi di acquisto e gestione degli annunci sono automatizzati.
In conclusione, la pubblicità su internet è un settore in forte crescita, guidato dall’innovazione tecnologica (in particolare l’IA) e dalla necessità di adattarsi a un panorama sempre più “cookieless”. I marketplace, sia quelli puramente pubblicitari che quelli di e-commerce con offerte di retail media, sono i luoghi dove questa evoluzione prende forma, offrendo agli inserzionisti strumenti sempre più sofisticati per raggiungere i propri obiettivi di business.
Concessionarie Pubblicitarie e Case Editrici Italiane:
I siti web con un traffico significativo e di alta qualità possono ambire a collaborare direttamente con una concessionaria pubblicitaria.
Queste agenzie fungono da intermediari, vendendo gli spazi pubblicitari a grandi inserzionisti e centri media.
- A. Manzoni & C. Spa: Concessionaria di pubblicità del Gruppo GEDI (La Repubblica, La Stampa, ecc.) e di altri editori terzi. Offrono spazi su stampa, radio, TV e digital.
- Mediamond: La concessionaria di pubblicità di Mediaset, che gestisce anche gli spazi pubblicitari online di molte testate e siti di proprietà o in partnership.
- CairoRcs Media: La concessionaria del gruppo RCS MediaGroup (Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport) e di Cairo Editore.
- Piemme: Concessionaria del Gruppo Caltagirone Editore (Il Messaggero, Il Mattino, ecc.).
- Publitalia ’80: La storica concessionaria pubblicitaria di Mediaset.
- Rai Pubblicità: La concessionaria della RAI.
- Sport Network: Specializzata nel settore sportivo.
- PRS Mediagroup: Attiva in diversi settori, inclusi cinema e media digitali.
- Ediscom: Si occupa di campagne di native advertising e di lead generation, con un proprio network di siti.
Vendita Diretta
I pubblisher che possono vantare un traffico elevato di visitatori, magari con un pubblico ben definito (nicchia), possono aprirsi direttamente agli inserzionisti.
Questo richiede la creazione di un “Media Kit” (un documento che descrive il tuo pubblico, il traffico, i formati pubblicitari disponibili e i prezzi) e un’attività di contatto commerciale.
Vendere pubblicità su internet in Italia : in sintesi.
Le principali piattaforme globali come Google AdSense/Ad Manager, Taboola, Outbrain sono le scelte più immediate e accessibili.
Siti di grandi dimensioni collaborano con le concessionarie italiane per accedere a budget più consistenti e campagne più strutturate.
Siti con un traffico di nicchia e di qualità, spesso scelgono la strada della vendita diretta degli spazi.
I marketplace per vendere pubblicità.
Per chi volesse invece affidarsi alle prestazioni di una concessionaria di pubblicità rivolta ai contenuti testuali classici (banners) il consiglio è quello di dare un’occhiata ai ragazzi catanesi di “eADV”.
Sono in grado di offrire ottime soluzioni di monetizzazione sia per chi ha un numero di visite superiori alle 100.000 unità, sia per chi gestisce piattaforme e contenuti con un contatore di visite inferiore.
Alla fine, qualsiasi sia la soluzione scelta, l’importante è guadagnare, e siccome il tempo è denaro, vi consiglio dopo aver letto questo articolo di correre a ricercare il marketplace più idoneo alle vostre esigenze per iniziare subito a monetizzare (magari poi mi offrite un caffè come ringraziamento…)








