Intelligenza artificiale : quale futuro dobbiamo aspettarci

Si parla sempre più di intelligenza artificiale: ma in cosa consiste? Come funziona? E quali cambiamenti comporterà? E quali rischi? Ecco tutto spiegato in parole semplici.

Si parla di IA già dagli anni ’90, periodo nel quale sono iniziate le prime correlazioni tra dati in ingresso/input, attraverso delle regole chiamate algoritmi al fine di ottenere risposte od output, per utilizzare al meglio i primi dispositivi elettronici evoluti.

L’evoluzione rispetto a quel periodo, che rappresenta la preistoria per l’intelligenza artificiale, è stata enorme e con il passare degli anni è cresciuta in maniera più che esponenziale. Grazie alla disponibilità sempre maggiore di dati e al bisogno dell’industria in generale, l’IA si spinge verso l’apprendimento della macchina in modo autonomo.

Lo sviluppo di queste tecnologie ha portato la robotica verso forme di IA evolute, creando macchine con algoritmi integrati e arrivando a quello che oggi ritroviamo nella vita di tutti i giorni.

Solo come esempio:

  • riconoscimento immagini
  • traduzioni automatizzate
  • generazione di musica
  • realtà avanzata
  • cripto-valute
  • sistemi di blochchain
  • macchine per diagnostica in campo medico
  • veicoli autonomi

…e tanto altro, che oggi ci circonda e che utilizza algoritmi di IA.

Un esempio ne è il robot guida per persone ipovedenti, di cui parla il Corriere in questo articolo.

Mercato degli investimenti e mondo del lavoro

Dal punto di vista degli investimenti globali in questo settore siamo passati dai circa 2 mld di euro del 2016 ad una proiezione per il vicino 2025 di oltre 60 mld di euro. E qui gli Stati Uniti d’America la fanno da padrone, seguiti dalla UE.

Anche la Cina sta investendo enormemente nel campo della IA e si ipotizza che entro la fine di questo decennio dovrebbe diventare la prima investitrice.

Tutto questo sta progressivamente influenzando in maniera radicale soprattutto il mondo del lavoro. Oggi le IA gestiscono l’assistenza vocale, gli acquisti on-line, il marketing, la robotica industriale.

Sostituendo così il personale umano che fin ad oggi era impiegato in queste attività, con impatti sul mondo del lavoro importanti, che variano da settore a settore. Da qui nasce la necessità di riequilibrare i mercati del lavoro veicolando tutte queste attività che prima erano appannaggio dell’umano, verso percorsi di specializzazione per quest’ultimo, elevando così la qualità del lavoro.

Inoltre l’utilizzo massiccio di IA sta portando verso la creazione di nuove mansioni in discipline complementari, nuove figure lavorative necessarie ad evitare il rischio di cambiamenti socioeconomici che potrebbero portare ad un divario crescente tra le varie classi sociali in ogni Paese.

Quali scenari futuri ci attendono

Al momento l’IA è considerata una scatola nera in cui inserire un numero crescente di input nelle memorie con risultati importanti; ma di fatto non è chiarissimo come certi output, soprattutto a livello decisionale, siano determinati e verso quali azioni possano condurre nell’imminente futuro.

È quindi necessario sviluppare dei sistemi che permettano di capire meglio questi meccanismi soprattutto in funzione delle prestazioni delle IA, al fine di pilotare gli algoritmi interpretando in anticipo quali rischi possano derivare da macchine capaci di fagocitare informazioni e dati in misura crescente.

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