Razr 2020, tutto quel che c’è da sapere sul nuovo smartphone Motorola

RAZR 2020 è uno dei dispositivi più discussi del momento. Motorola ha, con il suo lancio, voluto resuscitare il mito del primo RAZR che, una quindicina di anni fa, era uno dei dispositivi più diffusi al mondo. Uno smartphone a conchiglia il cui design, da aperto, era il più sottile in quel momento esistente.

Oggi il nuovo RAZR 2020 ricorda, quanto meno nell’estetica, il vecchio modello. Un design “a conchiglia” che, però, integr un grande schermo pieghevole. Esternamente un touchscreen di dimensioni più piccole consente il controllo dello smartphone anche da “chiuso”.

RAZR 2020, com’è il nuovo smartphone Motorola

In attesa del diffondersi delle reti 5G, molti utenti stanno focalizzando la propria attenzione sul settore degli smartphone pieghevoli.

E RAZR 2020, come anticipato, è proprio questo: uno smartphone pieghevole che, una volta aperto, svela un grande display da 6,2 pollici.

Il display, in particolare, dovrebbe essere (secondo chi l’ha progettato) tra i migliori della categoria, superiore anche a quello del Samsung Galaxy Fold.

Ecco perché ci sarebbero voluti oltre 24 mesi per metterlo a punto. Lo schermo esterno è decisamente più piccolo. Si tratta di un touch da 2,7 pollici che viene più che altro utilizzato come uno schermo “di servizio”.

Vediamo le principali specifiche tecniche di questo nuovo smartphone.

  • Display interno pieghevole pOLED da 6,2 pollici con una risoluzione massima di 2.142 x 876 pixel;
  • display esterno gOLED da 2,7 pollici con una risoluzione massima di 600 x 800 pixel;
  • Processore Qualcomm Snapdragon 710 in abbinamento con RAM da 6 GB e ROM da 128 GB;
  • GPU Adreno 616;
  • fotocamera posteriore da 16 MP con apertura focale f/1.7 e flash LED;
  • fotocamera frontale da 5 MP con apertura focale f/2.0;
  • connettività Dual 4G LTE, Wi-Fi 802.11 ac, Bluetooth 5, GPS, NFC, USB 3.0;
  • batteria al litio da 2.510 mAh con compatibilità alla ricarica rapida;
  • sistema operativo Android Pie 9.0;
  • dimensioni pari a 7,2 x 17,2 x 0,69 cm da aperto e 7,2 x 9,4 x 1,4 cm da chiuso.

Le caratteristiche del nuovo RAZR 2020, dunque, non sono da top di gamma anche se pare che il dispositivo abbia tutte le carte in regola per dire la propria all’interno del settore.

Per il resto, occorre aggiungere che lo smartphone resiste all’acqua ma solo agli schizzi in quanto non è dotato di impermeabilità. La sicurezza dei dati contenuti nel dispositivo è garantita dal lettore di impronte digitali, posto sulla scocca e non sotto lo schermo.

Pregi e difetti del nuovo RAZR di Motorola, i test.

Come sempre avviene per tutti i dispositivi appena lanciati, anche il Motorola RAZR 2020 è stato sottoposto ad una serie di test atti ad evidenziarne, sul piano pratico, i pregi e i difetti. In pratica si è voluto stabilire se lo smartphone è resistente (come tanto decantato da Motorola) oppure no.

Il display è stato il primo oggetto “di studio”. Prendendo in considerazione la scala Mohs, i danni si verificano già al livello 2. Nulla di più e nulla di meno rispetto al Galaxy Fold di Samsung. La pressione dell’unghia  può provocare dei graffietti poco piacevoli. Più resistente il display esterno che resiste bene fino al livello 6 della già citata scala.

Il retro è in plastica e protegge abbastanza la parte del RAZR 2020 non ricoperta da alcuno smartphone. La scelta di questo materiale, poi, ha permesso un sostanzioso calo di prezzo rispetto alla più diretta concorrenza. Poca la resistenza alla polvere del display principale o, meglio, del suo meccanismo di chiusura che ne risente parecchio. Ottima, invece, la resistenza alle chiusure anche più brusche che non danneggiano minimamente lo schermo e la doppia cerniera.

Alta la resistenza al fuoco. Il display funziona ancora bene anche dopo oltre 20 secondi di sollecitazione con la fiamma viva di un accendino. Meno bene il test di piegatura. Lo schermo, infatti, non smette di funzionare ma si macchia irrimediabilmente di nero all’interno. Qui il video inerente il test.

In definitiva, i pro:

  • design piacevole e accattivante che farà felici i nostalgici del vecchio RAZR;
  • display interno molto grande e dalle specifiche eccellenti;
  • display esterno piccolo ma perfettamente funzionale;
  • qualità dei materiali utilizzati per la produzione.

I contro:

  • a contatto con la polvere il RAZR 2020 manifesta un paio di problemi in chiusura;
  • la batteria non ha una capacità elevata e non compete con i principali dispositivi del momento;
  • bend test poco soddisfacente;
  • caratteristiche non da top di gamma
  • prezzo un po’ troppo elevato (circa 1.500 euro).
Le problematiche recenti di Motorola

Con il RAZR 2020 di certo Motorola spera di risollevare un po’ le sue sorti data la storia travagliata che ne ha contraddistinto gli ultimi anni. Eppure la storia del marchio è molto antica e fonda le sue radici nel 1928, anno della sua nascita. Nonostante sia stata proprio Motorola a lanciare sul mercato il primo smartphone portatile, l’azienda non si è dimostrata capace di stare al passo con i tempi ed ha subìto, per questo, notevoli contraccolpi.

I problemi sono venuti alla luce specialmente dal 2009 in avanti dopo la sempre maggior diffusione di Apple e Samsung che rubarono a Motorola una buona fetta di mercato. Perdite superiori ai 4 miliardi di euro che hanno costretto l’azienda ad un riassetto societario che la portò ad essere venduta dapprima a Google (nel 2012) e poi a Lenovo nel 2014.

Ma perché Motorola ha perso, con il tempo, la fiducia dei propri clienti? Facile dirlo! Ci sono state diverse scelte aziendali che non sono proprio andate giù ai consumatori che si sono ritrovati tra le mani prodotti di gran lunga inferiori alle aspettative. Due, in particolare, gli atteggiamenti condannabili, entrambi connessi tra loro:

  1. diversi dispositivi sono nati senza prevedere alcun aggiornamento software. Smartphone come il Moto E4 o il Moto C Plus, ad esempio, non hanno mai ricevuto l’aggiornamento software ad Android Oreo. Lo stesso destino è stato riservato ad altri device che sono rimasti, dunque, molto indietro rispetto ai competitors;
  2. tabelle di marcia spesso inconsistenti sugli aggiornamenti che, a quanto pare, sembrano essere il tallone d’Achille di Motorola. Spesso aggiornamenti promessi (come quello del Moto G4 Plus ad Oreo) non vengono mantenuti traendo “in inganno” gli acquirenti che perdono la fiducia nel marchio.

 

 

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