Il mito e la realtà del PageRank nel 2020

Ha ancora senso parlare di Pagerank oggi? Nel 2020? Su questo parametro di valutazione dell’importanza di un sito web, o di una singola pagina, si è detto tutto e il contrario di tutto, spesso e volentieri si è quasi messa in discussione la sua stessa esistenza, quasi fosse una creatura mitologica.

Tuttavia così etereo non è in quanto il primo brevetto, che successivamente portò alla nascita del PageRank vero e proprio, è datato addirittura 1997 e fu depositato dalla Stanford University.

Google ne entrò in possesso l’anno successivo battezzandolo con il nome attuale anche in omaggio Larry Page uno dei due fondatori di Big G.

Il PageRank valuta la pertinenza di una pagina.

PageRankCiò avviene in base al numero e alla pertinenza di altre pagine che la linkano, dando un punteggio da 1 a 10 visibile nella barra di Google. L’aggiornamento di questa nota è stato effettuato più o meno regolarmente durante l’avvicendarsi dei vari algoritmi di ricerca di Google stessa, mentre ora avviene  quasi in tempo reale.

Tuttavia, il valore del PageRank visibile dall’utente nella barra di Google non è in tempo reale e varia solo a discrezione di Google senza una cadenza esatta.

Se nei primi anni dalla sua comparsa, il PageRank è stato un criterio fondamentale, negli ultimi tempi è diventato sempre meno importante nell’algoritmo di classificazione che contiene sempre più criteri che annullano l’importanza della storia di Pagerank.

PageRank tra mito e realtà.

Poiché il Pagerank genera sempre molto chiacchericcio, è importante chiarire cosa sia vero e cosa no.

Alcuni miti da sfatare…

Avere un link da un sito con PR alto mi toglierà il traffico : FALSO.

Avere un link da un sito con alto PageRank non è particolarmente vantaggioso, ne avrà impatto sul tuo posizionamento se non è nello stesso tema del tuo sito.

Sarebbe preferibile ottenere diversi link provenienti da siti con PR medio che trattano un argomento coerente al tuo piuttosto che un link con PR alto da siti che non hanno molto a che vedere con il tuo progetto web.

Il PageRank è un indicatore di buona referenza: FALSO.

Il PageRank visualizzato nella barra di Google non è aggiornato, quindi non ha senso tenere traccia di questo indicatore. Solo l’algoritmo di Google tiene conto del PageRank in tempo reale.

Inoltre, l’algoritmo di posizionamento tiene traccia di centinaia di altri criteri per classificare i siti, quindi puoi avere un PR basso ma posizionarti bene. Avere contenuti ricchi e mirati su un settore e ottenere collegamenti di qualità da altri siti è molto più efficace.

Un calo di PageRank mi farà scendere nella SERP: FALSO.

Ne abbiamo visti, negli anni, di siti il cui PageRank veniva rimodulato verso il basso non hanno visto un conseguente calo di traffico e visite.

Alcune realtà su cui concentrarsi.

  • Il PageRank viene aggiornato in tempo reale: VERO.
  • I collegamenti presenti nelle animazioni flash sono seguiti dai motori e quindi trasmettono PageRank: VERO.
  • Meglio ottenere un collegamento da un sito con una certa autorità : VERO

Il PR basso infatti non è sintomo necessariamente di autorità. Meglio ancora se affronta l’attività in cui si trova il nostro sito. Ed è meglio rispetto a un collegamento da un sito con PR alto senza alcuna pertinenza con il nostro (l’ho scritto sopra ma meglio ribadirlo questo passaggio che fa sempre bene).

Allora il PageRank non è più utile!

Parafrasando il paradosso del gatto di Schrodinger, che poteva essere sia vivo che morto allo stesso tempo, questa affermazione può essere sia vera che falsa.

Non dovresti prestare troppa attenzione alla barra verde che indica il PageRank, visto che riporta un dato non aggiornato. Non ha senso nemmeno guardare il PageRank di un potenziale partner prima di fare uno scambio di link se è in una tematica relativa al nostro sito.

Pensa in termini di utilità per i tuoi visitatori e quelli del tuo partner piuttosto che a un riferimento numerico assoluto.

Per concludere, se la creazione di PageRank da parte di Google è stata uno dei fattori di successo del motore ai suoi inizi, oggi fa parte di un meccanismo molto più complesso ed è molto meno importante se considerato singolarmente.

Pertanto, presta sempre attenzione ad esso, ma non metterlo al centro della tua strategia SEO.

 

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