Gioco d’azzardo on line, psicologia del giocatore
I numeri che descrivono il mercato del gioco d’azzardo on line (casinò, scommesse, e sotto certi aspetti anche alcune forme di trading on line) sono davvero altissimi e inquietanti.
Hanno il sapore di un’epidemia in continua progressione, per la quale non riusciamo a dare un’adeguata motivazione.
Perché una persona dovrebbe cercare e iniziare il proprio percorso di rovina finanziaria, in maniera così pervicace e ostinata, travalicando ragionevoli motivazioni a desistere, trascurando la vita sociale e compromettendo seriamente le relazioni familiari?
Il web ci restituisce risposte e motivazioni, dalle difficoltà economiche che spingono a tentare il colpaccio ma che in realtà conducono alla dipendenza patologica, alla noia, all’emulazione, alla scarsa autostima.
Mille motivazioni tutte valide e che, onestamente, in alcune di esse è difficile non trovare qualcosa di nostro anche se non abbiamo mai giocato d’azzardo.
Giochi di società.
Il gioco d’azzardo è una antichissima realtà sulla quale l’uomo da sempre ha trovato motivazioni, rinforzi positivi strategicamente associati a rinforzi negatici, apparenti rivincite sociali, ma quasi mai soddisfazioni economiche.
Ma esiste un fattore che ha sempre accompagnato il gioco d’azzardo, e che soltanto con l’introduzione di quest’ultimo sul web, è venuto meno, trasformando la frequentazione assidua e coattiva del gioco in una dipendenza patologica vera e propria.
Parliamo dell’aspetto sociale del gioco.
Tutti i giochi d’azzardo hanno sempre contemplato un rapporto diretto, una relazione interpersonale con gli altri giocatori (qualora presenti), e il banco (sempre comunque rappresentato da esseri umani).
Con l’introduzione del gioco d’azzardo sul web, il giocatore viene a perdere la componente relazionale, quella che fino a pochi anni fa lo rendeva e lo conservava, anche se a discapito di tutto, un giocatore sociale.
Il giocatore on line, invece, è di fronte a se stesso, incapace di trovare punti di riferimento negli altri giocatori, ma anzi rinforzato a proseguire dai commenti fake proposti dal sistema.
Il giocatore on line è solo di fronte a un banco che nella sua mente rappresenta una sconfitta personale ancora prima di intraprendere qualunque azione, esattamente come una persona bulimica di fronte al suo frigorifero notturno è incapace di resistere alla sua attrazione, o un tossicomane si sente frustrato prematuramente dalla consapevolezza che fra pochi minuti non sarà in grado di evitare la dose o la bottiglia.
Ciascuna di queste dipendenze lasciano l’essere umano solo di fronte alla propria sconfitta individuale, e lo conducono inevitabilmente a riprodurre gli stessi gesti, in maniera coattiva, in una spirale senza fine di azioni socialmente e organicamente anticonservative.
La dipendenza dal gioco d’azzardo, nella fattispecie quello on line, è allora a tutti gli effetti una dipendenza patologica che in nessuna occasione va sottovalutata.
I primi segnali di dipendenza, in verità facilmente individuabili, e comunque riconoscibili a seguito di una breve ricerca su siti web specializzati, vanno immediatamente accolti in famiglia, o in altro contesto sociale, e letti come avvertimenti di disagio da parte di una persona che con molte probabilità sta entrando in una spirale dannosa per se stessa.
Affrontare con il dialogo, anche se con qualche iniziale imbarazzo e difficoltà, questi primi sintomi è sicuramente un’eccellente occasione per interrompere un percorso di dipendenza ai suoi inizi.








