Libra : grande fuga dalla criptovaluta di Facebook?

A livello globale persistono i dubbi su Libra, la criptovaluta di Facebook. L’alta finanza, nel frattempo, ha già fatto un passo in avanti per “scaricarla”. E questo proprio mentre l’Europa comincia la sua battaglia contro lo stablecoin.

Italia, Francia, Spagna, Germania e Paesi Bassi si sono apertamente schierati contro la criptovaluta di Zuckerberg. Il loro obiettivo è impedire a Libra l’accesso in Europa.

La situazione attuale.

A far traballare ancor di più il progetto Libra ci hanno pensato i partner principali. Tutto è partito da Paypal che, tramite un comunicato, ha annunciato di non voler aderire alla Libra Association. Dopodiché, si è scatenato un effetto domino.

A Paypal si sono accodati anche i comunicati di altri potenziali partner. Tra questi :

  • e-Bay
  • Visa
  • Mastercard
  • Stripe
  • Mercado Pago.

Si defilano dal progetto tutti insieme. Annunciandolo, più o meno, contemporaneamente.

Una bella gatta da pelare, quindi, per Zuckerberg. Il fondatore di Facebook è rimasto con un pugno di mosche in mano, e la porta dei governi europei chiusa. Anzi, sbarrata.

Tutto questo ad un paio di giorni dalla nomina del board di Libra.

A detta di molti la puzza di complotto è ben distinguibile, ma più che altro qui è in gioco la  compromissione di storici equilibri finanziari. Ed è questo il vero rischio del lancio della Libra.

La pressione dei senatori USA.

Ma non è finita qui. Diversi senatori statunitensi, infatti, hanno fatto forti pressioni su alcune importanti aziende che avevano aderito al progetto e si erano candidate come potenziali partner.

Le società statunitensi si sono viste recapitare una “letterina” scritta dai senatori democratici Brian Schatz e Sherrod Brown.

Nella missiva sono stati esposti gli enormi rischi che potrebbe causare la Libra, compresa la facilità di finanziarsi per gruppi terroristici e criminali.

Quello che fa più paura però, è la destabilizzazione del sistema finanziario globale.

Infine, i senatori repubblicani accusano Facebook di voler allargare il suo monopolio. E questo pensiero si evince anche nelle recenti dichiarazioni del senatore statunitense Josh Hawley.

L’effetto domino.

Ricapitolando, a pochi giorni dalla prima riunione ufficiale, tutti i più importanti partner si ritirano dal progetto. La prima ad abbandonare la Libra è stata Paypal, pietra miliare dei pagamenti digitali. La conferma è arrivata dal Wall Steet Journal, dopo aver ricevuto una mail da un portavoce di Paypal.

Il colosso delle compravendite online, eBay, ha dichiarato di non voler entrare nel progetto come membro fondatore. Attualmente l’azienda è impegnata (questa la motivazione ufficiale) sulla diffusione dell’esperienza di pagamento per i propri clienti.

La nota ufficiale di Stripe sulla vicenda sottolinea invece il proprio sostegno a progetti che mirino a rendere il commercio online più accessibile, e fra questi anche Libra, seppur nel caso di quest’ultima criptovaluta l’azienda preferisce seguirne da vicino i progressi confermano un “no, per ora”, lasciando quindi una porta aperta per una collaborazione futura.

Con l’abbandono delle società più autorevoli, il progetto Libra rischia di non partire nemmeno entro il 2020.

Inoltre va sottolineato che Facebook, a detta di molti commentatori, sta perdendo di credibilità.

Anche la recente audizione al congresso americano di Mark Zuckerberg ha lasciato molti punti oscuri, il giovane multimilionario è stato attaccato con veemenza da alcuni parlamentari, fra questi la giovane e agguerrita Alexandria Ocasio Cortez.

Le risposte insicure e poco rassicuranti dell’imprenditore non hanno rassicurato, e in questo momento storico tutti i governi sembrano non volersi fidare neanche lontanamente di Libra.

 

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